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postato da piccolaprincipa alle ore 22:49
giovedì, 29 dicembre 2005

images cannesecco dove sarò nei prossimi 5 giorniiiiiiiimages cannes due

BUON ANNO A TUTTI!!!!  besos Vero

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postato da piccolaprincipa alle ore 17:23
lunedì, 26 dicembre 2005

Sin dai miei primi anni di vita S.Stefano è sempre stato forse più bello del Natale perchè i miei genitori, alle quattro del pomeriggio, portavano me e mia sorella al cinema a Lecco a vedere l’ultimo cartone animato della Disney e io non aspettavo altro...Il mio papi, col suo cappello dalla falda larga e i guanti in pelle che avevano quel buon odore di....di papà...si portava sempre le arachidi da casa e durante il film le sgusciava per noi, facendole passare di mano in mano silenziosamente...Avevano un sapore diverso dalle arachidi normali...per me erano arachidi magiche...!!!! ;-) 
Purtroppo ora “sono troppo grande per queste cose”....Tante tradizioni si sono sciolte e di magico è rimasto ben poco....Però io il mio bel filmettino di S.Stefano me lo sono guardato e quest'anno è stato                                                     FRIDA:
                                             frida 
la regista Julie Taymor, alla quale vanno i miei complimenti per lo spessore artistico delle scene e delle inquadrature, racconta in 123 minuti la vita tormentata dell’artista messicana Frida Kahlo, dai gravi danni causatele dall’incidente stradale che, apparentemente superati, l’hanno resa poi inferma in età avanzata, portandola alla morte...Non c’è attimo della sua esistenza che non sia stato vissuto con passione e coraggio, nonostante le numerose sventure...Rivoluzionaria dell’arte, della sessualità e della politica, la piccola tortora incontra un enorme elefante che sarà il suo magnate, il suo migliore amico, il suo uomo, fonte di felicità, ma anche di tanta tristezza e disperazione...Quest’uomo le permetterà di avvicinarsi a situazioni per lei nuove, come la conoscenza del leader russo Leon Trotsky, con il quale avrà anche una breve tresca amorosa, fondata soprattutto su una grande stima reciproca per i grandi valori umani di entrambe...sublime la scena nella quale i due, vecchio uno, malata e “storpia” l’altra, raggiungono la cima di una zigurat per guardare ciò che li circonda e riflettere sull’esistenza “da un’altra prospettiva..”
Nei suoi ultimi giorni si realizza il suo sogno: viene allestita una mostra delle sue opere proprio nel suo paese e il marito Diego Rivera pronuncia delle parole che voglio riportarvi sperando che vi possano invogliare ad accostarvi a questa piccola, grande artista...:
 
“...la sua opera è aspra e tenera, dura come l’acciaio, delicata come ali di farfalle, gentile come un sorriso e crudele come l’amarezza della vita, e io non credo che ci siano state donne prima di lei che abbiano infuso una poesia così straziante sulla Terra....”
 
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postato da piccolaprincipa alle ore 10:32
sabato, 24 dicembre 2005

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

babboBUON NATALE!!!!!!!!!!!

   a tutti un grosso abbraccio...a chi mi vuole bene e a chi mi odia, a chi voglio bene e a chi odio....a chi mi conosce e a chi non sa nemmeno come suona la mia voce...a chi crede di conoscermi ma in realtà non sa nulla di me...insomma auguro a tutti  di passare un buon Natale con le persone che amate e vi saluto con una frase tratta dal Piccolo Principe, sperando che possa aiutarvi a cogliere un pò di più lo spirito natalizio...perchè....

"...l'essenziale è invisibile agli occhi...."

-Vero -

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postato da piccolaprincipa alle ore 10:26
giovedì, 22 dicembre 2005

Cominciamo a postare qualcosa di serio.....

buggles 

1^ agosto 1981, nasce mtv, una nuova emittente televisiva per giovani, che nella prima trasmissione in mondovisione apre "le danze" con questo storico pezzo dei Buggles, proponendosi di abbattere quel grande mezzo di comunicazione che era stata la radio fino a quel momento, attraverso la potenza delle immagini...Questa convinzione è falsa secondo Mc Luan, avanguardista e studioso di Joyce, autore de "Il villaggio globale": era convinto che questo nuovo media si sarebbe limitato ad interagire con quello vecchio, in una dinamica di contaminazione centrale; il medium trasforma ed è trasformato, produce ibridi che permettono di comprendere sempre più le sue tecniche e i suoi costumi...Questa continua ibridazione, fascinazione e alienazione dei mezzi di comunicazione(romanzo--->teatro---->cinema....radio----->televisione....) ha sopito la nostra percezione delle loro tecniche e dei loro costumi e perciò è necessario "to snap", risvegliarsi con uno schiocco di dita....Abbiamo bisogno di capire in quale modo stiamo percependo questa realtà senza confonderci col medium stesso....Sappiamo tutti in che razza di società ci ritroviamo, dove l'ottanta percento della popolazione maschile vorrebbe essere il Costantino del futuro e le ragazzine sognano di fare le veline e sposare un calciatore....ogni commento mi sembra superfluo...Resta il fatto che abbiamo trasformato un mezzo che avrebbe dovuto essere un'esperienza collettiva di carattere tribalizzante, in una macchina che agisce sulla nostra pelle attraverso messaggi subliminali a ritmo incessante....

Ascoltate me: leggetevi un buon libro, riaccendete le radio, andate a farvi un giro all'aria aperta....Vivete la vostra vita, non quella che vi propinano attraverso un 10/30... pollici...

Besos e buon natale video2

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postato da piccolaprincipa alle ore 17:57
mercoledì, 21 dicembre 2005

fleboaiutoooo qualcuno venga a prenderci....siamo in questa cazzuta di scuola dalle 8 di stamattina e Enrico Valtolina ci ha abbandonato....Enriiiiiiii dove seeeeei?????????

fleebo...

però almeno ci sono i linea 77 che ci fanno compagnia...e anche i 99posse...

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postato da piccolaprincipa alle ore 10:28
martedì, 20 dicembre 2005

space oddity

THANK YOU DRUGOOOOO!!!

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postato da piccolaprincipa alle ore 10:08
martedì, 20 dicembre 2005

....Una bellissima domenica gelida trascorsa tra i mercatini Natalizi di Bolzano.....

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postato da piccolaprincipa alle ore 12:22
venerdì, 16 dicembre 2005

.....Live your life swimming....

Si avvicina la data dell'esame del corso istruttori di nuoto....

Il mio allenatore una volta mi ha raccontato di un film nel quale un ragazzo, al suo quindicesimo compleanno comincia a trasformarsi in una specie di uomo pesce con le branchie a causa della quantità di tempo passata ad allenarsi in piscina....C'è stato un periodo in cui anch'io l'ho rischiato  e sinceramente un po' mi manca la sensazione di essere un tutt'uno con quello che ti circonda,nuotare sentendo rieccheggiare le voci, unico modo di buttar fuori tutto quello che mi rode dentro prima che mi soffochi, versandolo nell'acqua...è come se ci fosse una sorta di scambio di energie in una dimensione parallela...

   When I train I work as hard as humanly possible and I envision my opponent working just as hard..

   When I'm exhausted and the work out is done I envision my opponent doing one more, so I do one more...

      Then I envision my opponent gleaming with satisfaction packing the swimbag and going home, so I do one more....

-Brooke Bennet-

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postato da piccolaprincipa alle ore 12:38
mercoledì, 14 dicembre 2005

"......Io sono una di quelle che quando escono da un film di cow-boy camminano dal cinema all'autobus con le gambe un po' storte e le mani altezza pistola fissando i pali gialli per vedere dove ho messo il cavallo. Credo che tutti lo facciano. Se no, per lo meno, non si capisce perchè diavolo vadano a chiudersi due ore in un dannato cinema. Intendo dire, se poi esci di lì e la tua vita ti sembra soltanto più banale che mai. E' come comprarsi un chilo e mezzo di mal di pancia. E se c'è una cosa che mi sta bene di Rocco è che anche lui è così. Andare al cinema con Rocco non è distrarsi, ma vivere al quadrato. Non c'è scena d'amore in cui non mi baci, non c'è assassinio da cui non mi protegga. E se io, dopo aver guardato per due ore Catherine De Neuve esco con la sensazione addosso di essere la donna più affascinante della terra, lui fa finta di essere l'uomo più affascinato della terra. E ci teniamo stretti stretti, come se il destino ci dovesse separare per sempre, magari senza dirci niente. Cioè: nessuno dei due dice all'altro come si faceva da piccoli:<<Allora io ero la contessa e tu il perfido condottiero>> perchè siamo troppo grandi e ci farebbe vergogna. E' la silenziosa decisione di giocare. Un film può durare anche due o tre settimane, si prende e si lascia. Si prende quando siamo soli e si lascia quando ci sono gli altri che capirebbero e ci piglierebbero in giro, ma proprio perchè quando ci sono gli altri non ti viene... "Lidia Ravera... Porci con le ali...

Cioè che poi l'ultimo film che ho visto è stato chicken little è un altro conto...cioè ora non mi sento un pollo...però mi capita di ripensare alla colonna sonora...alla battaglia con gli alieni al suono di "It's the end of the world as we know it (and I feel fine)" dei Rem...le battute sarcastiche del maiale....credo che anche in un film per bambini breve e poco impegnativo possiamo ritrovarci molto...Cioè chi di noi non si è sentito almeno una volta un povero polletto sfigatello e bruttino, insicuro e poco considerato??!!!credo sia capitato a tutti...

Andare al cinema per me è come decidere volontariamente di sognare un po', di distaccarmi dalla concretezza della vita di tutti i giorni e anche l'atmosfera che c'è all'interno della sala mi aiuta a farlo...Voglio dire è come sentirsi un po' al centro del mondo, ma di un mondo surreale e in più....mmmmm....le caramelleeee!!!!!

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postato da piccolaprincipa alle ore 17:40
venerdì, 09 dicembre 2005

DUE DI DUE
“.....C’è questo fondo di differenza attiva in quasi ogni sguardo, in quasi ogni gesto che si unisce al generale dispendio di energia meccanica. Non mi sembra affatto di essere meglio degli altri: è l’idea di vedere i miei difetti moltiplicati per centinaia di volte che accentua la mia insofferenza e la riflette tutto intorno...
 
....A volte mi sembrava di essere ad una distanza terribile dalla vita; di riuscire a sentirne solo echi e riverberi lontani: filtrati ed adattati, doppiati ed interpretati da altri prima di arrivare fino a . A volte mi sembrava di essere in esilio, anche se non sapevo da dove, o da quando.....
 
....Lo so come ti senti, è come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finchè ho capito che l’unico modo è romperlo e se hai paura di farti male, prova a immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti...
 
...Mi sentivo come un attore costretto a far parte di una rappresentazione teatrale piena di stereotipi...Era ancora attratta dall’irregolarità di un animo artistico...
 
....Possiamo trasformare la vita in una specie di avventura da libro illustrato, se vogliamo. Non c’è nessun limite a quello che si può inventare, se solo usiamo le risorse che adesso vengono rovesciate per alimentare questo mondo detestabile......
 
.....Giochiamo a fare i rivoluzionari nei nostri piccoli spazi riservati e ci sentiamo pericolosi e importanti e poi alla prima occasione vera torniamo poveri minorenni senza una casa e senza un lavoro e senza soldi, senza la minima possibilità di incidere sulla nostra vita....
 
......Ha cominciato a trovare sempre più assurda l’idea di venire a scuola. Non riusciva a capire il senso di continuare a fare una cosa che odiavamo, come se fosse l’unica possibile. Diceva <<Chi ci obbliga a farlo?Chi ci costringe a venire qui per lamentarci di venire? Ci sono infinite possibilità che corrono parallele a questa, sparse per tutto il mondo, se solo ne abbiamo voglia>>. Ero d’accordo con lui, ma queste considerazioni mi sembravano lontane dalla realtà: non riuscivo ad immaginarmi di abbandonare davvero la protezione del mio ruolo di studente scontento e andarmene allo sbaraglio. Sapevo di non avere qualità artistiche su cui contare, nè conoscenze tecniche, e non mi sentivo affatto a mio agio nel mondo esterno. La scuola era l’unico ambiente dove ero relativamente sicuro, a parte la mia famiglia; il pensiero concreto di lasciarla mi provocava lo stesso sgomento che un pollo di allevamento può provare di fronte ad un campo aperto... ”
 
 
            Questo è Andrea de Carlo...Questi sono Guido Laremi e Mario...Due giovani che crescono assieme, nello stesso contesto socio-culturale, fin quando iniziano ad intraprendere ognuno strade differenti...Di Guido ho ammirato il coraggio di sapersi distinguere e di manifestare apertamente le sue idee, la tenacia con la quale ha sempre tentato di perseguire i suoi ideali, ma ho anche odiato il suo infantile pessimismo e la sua continua depressione, il suo rifiuto per la stabilità che invece Mario, timido e insicuro inizialmente, succube di Guido nell’adolescenza, è riuscito a raggiungere vivendo con e per le piccole cose....Un po’ lo invidio, cioè la vita che è riuscito a costruirsi alle due case credo che sia il vero segreto della felicità e vorrei avere anch’io la stessa serenità e lo stesso equilibrio razionale...Il finale è molto triste ma credo che possa rappresentare la vittoria di un sano equilibrio interiore contro il deterioramento causato dall’odio e dal rancore continuo verso ogni cosa.... 
Ora vado...domani ho l’esame d’inglese e qualcuno mi ha fatto giustamente notare: Be careful with your future....
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